Il contesto

UNA QUESTIONE ENERGETICA, ECOLOGICA, AMBIENTALE

Situazione degli edifici residenziali

In Europa gli edifici esistenti costruiti negli ultimi 50 anni sono pari al 50% del totale, In Italia gli edifici residenziali costruiti dopo il 1963 son il 60,6% del totale.

A fronte del calo degli investimenti in edilizia (diminuiti dal 2006 al 2013 del 32% nel settore delle costruzioni in generale, e del 59% nell’edilizia residenziale), a partire dal 2000 si è manifestato in Italia un nuovo ciclo edilizio fondato sulla riqualificazione del patrimonio edilizio e dell’energy technology.

Gli investimenti in edilizia residenziale sono stati pari al 23% nel comparto del recupero, a fronte dell’11% nelle nuove costruzioni.

Gli investimenti per efficientamento energetico (FER) sono passati dallo 0,3% del totale degli investimenti nel settore delle costruzioni del 2006 al 4,3% del 2013.

(Fonte: ISTAT)

  • 60%

    CASE ITALIANE COSTRUITE DOPO DEL 1963

  • 59%

    DECREMENTO DELLA COSTRUZIONE EDILIZIA RESIDENZIALE

  • 50%

    CRESCITA DEL RECUPERO DI COSTRUZIONI ESISTENTI

Situazione dei consumi energetici

Gli edifici sono responsabili del consumo del 40% dell’energia utilizzata e del 35% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Mentre i nuovi edifici consumano 3-5 litri equivalenti di energia al mq. (Classi A, B), i vecchi edifici consumano oltre 25 litri equivalenti di energia al mq. (Classe G).

La spesa in consumi di energia delle famiglie in Italia è di 45 miliardi di €/anno (2013).

L’efficientamento energetico in Europa può comportare la diminuzione dei consumi del 5-6% e del 5% dell’emissioni di CO2.

In Italia, l’efficientamento energetico dei soli edifici più energivori , pari al 20% del totale, può abbattere i consumi complessivi del 12,6%.

(Fonte: ENEA)

Classi energetiche – Consumi per m2 all’anno

Classe energetica per anno di costruzione

Il problema dei rifiuti nelle nuove edificazioni e nelle ristrutturazioni

Circa il 25% – 30% di tutti i rifiuti prodotti in Europa è rappresentato da materiali di origine edilizia, tra cui cemento, mattoni, gesso, legno, vetro, metalli, plastica, solventi, amianto e terreno scavato, molti dei quali non possono essere riciclati.

Ogni anno si producono in Italia 160 milioni di tonnellate di rifiuti, corrispondenti a 260 kg. annui per abitante. Costruzioni e Demolizioni (C&D) sono responsabili della produzione di 57 milioni di tonnellate di rifiuti C&D, pari a circa il 35% del totale (è quasi il doppio dei rifiuti urbani: 57 contro 32 mio. di ton).

I RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DA DEMOLIZIONE (C&D) SONO UNO DEI MAGGIORI PROBLEMI IN EUROPA 

  • Nella quota di smaltimento dei rifiuti C&D il 49% è costituito dai rifiuti derivanti dall’edilizia abitativa e dalla manutenzione e riabilitazione residenziale. Di questa quota – per il 53% – è responsabile l’attività di micro demolizione residenziale.

Il consumo del suolo

Ogni anno in Europa si perdono, a causa dell’espansione urbana e lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto, terreni per una superficie più grande della città di Berlino.

Questa tendenza – insostenibile – sottrae la disponibilità di terreni fertili e di serbatoi di acque sotterranee alle generazioni future.

L’impermeabilizzazione del suolo (la sua copertura permanente con strati impermeabili di edifici, strade asfaltate, parcheggi e così via) provoca una perdita irreversibile delle sue funzioni ecologiche.

In Italia, negli ultimi 50 anni, il territorio è stato consumato al ritmo di 90 ettari al giorno, che corrispondono a circa 10 metri quadri al secondo, pari a quasi 660.000 ettari nel corso dei prossimi 20 anni: un quadrato di 80 km di lato, per una superficie grande quanto il Friuli Venezia Giulia.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il territorio coperto dal cemento in Italia è quadruplicato.

(Fonte: ISTAT)

Che fare?

Gli interventi rispetto al patrimonio edilizio esistente devono puntare a:

  • Aumentare l’efficenza energetica: i nuovi edifici in genere hanno bisogno di meno di 3 a 5 litri di gasolio per metro quadrato all’anno.
    Ciò può essere ottenuto mediante l’impiego del MAST™, accompagnato da opportuni interventi sull’involucro edilizio (coibentazione delle superfici esterne) e contestuali interventi sulle chiusure perimetrali (serramenti ad alta prestazione energetica).
  • Contenere e controllare la produzione dei rifiuti da C&D. L’impiego del MAST™ e delle tecniche del RE-USE, attraverso limitate opere di demolizione, rimozione e scavo, consentono di ridurre al minimo il problema del riciclo dei materiali provenienti da demolizioni e scavi.
  • Gli interventi di recupero ed efficientamento del patrimonio edilizio esistente si accordano con la prospettiva dell’EU27 di limitazione dell’impermeabilizzazione e del consumo di suolo e della mitigazione degli effetti prodotti.

Le nuove costruzioni di Artena Housing sono realizzate in bioarchitettura secondo un modalità costruttiva che minimizza la produzione di rifiuti C&D e sono caratterizzate da un’alta efficienza energetica, ottenuta mediante l’uso di energie rinnovabili.

Le case Artena Housing sono certificate, in Italia, Classe A CasaClima.

Le tecnologie utilizzate da ARTeNA housing sono:

  • struttura portante in legno XLAM o in profilati metallici,
  • impianto geotermico/pompa di calore,
  • impianto radiante per il riscaldamento e il raffrescamento,
  • ventilazione meccanica controllata,
  • impianto fotovoltaico,
  • domotica per la gestione e il controllo degli impianti e delle reti, la sicurezza, il risparmio energetico (building automation),
  • sistema di recupero dell’acqua piovana.

ITALIAN DESIGN FOR INTELLIGENT LIVING.